Che cos’è lo shiatsu

Una pratica antichissima

Fondata sulla medicina cinese e sviluppata in Giappone

Lo shiatsu è una pratica manuale con radici culturali molto antiche che si fondano nelle arti manipolatorie della medicina tradizionale cinese esportate in Giappone nel VII secolo dai monaci buddisti. Si sviluppa e viene codificato in Giappone dagli inizi del ‘900, fino a che nel 1955 viene riconosciuto ufficialmente da parte del Ministero della Sanità giapponese. Approda in Europa e in Italia agli inizi degli anni ’70.

Lo Shiatsu considera l’essere umano composto da elementi energetici, emotivi e fisici strettamente correlati e che si influenzano reciprocamente. Nella medicina tradizionale cinese mente e corpo non sono mai stati divisi e questo rappresenta una delle fondamentali differenze con la  medicina occidentale.

Lo Shiatsu consiste nel premere con le dita, il palmo delle mani, il gomito e a volte anche con le ginocchia, lungo le “linee di flusso dell’energia”, ovvero i canali sulla superficie del corpo in cui, secondo la medicina orientale, scorre l’energia vitale. Applicando pressioni e tecniche diverse lungo questi canali e su aree specifiche del corpo, l’operatore Shiatsu riesce a ristabilire un corretto flusso energetico, sia in superficie che in profondità.

L’importanza di respiro e postura

La tecnica Shiatsu si basa su quattro pilastri: il respiro, la postura, la perpendicolarità e la pressione. Se rispettati fedelmente, questi fattori permettono di contattare il livello energetico più profondo del ricevente, risvegliando le risorse vitali che ogni persona porta dentro di sé e alle quali il corpo può finalmente attingere per rigenerarsi.

Lo Shiatsu può essere praticato su chiunque, giovane, adulto, anziano. Può essere particolarmente adatto a coloro che praticano sport o arti marziali, perché li aiuta ad acquisire una maggiore consapevolezza e padronanza nel movimento e nel gesto atletico.

Per tutti coloro che sentono la necessità e l’importanza di un percorso di crescita personale, lo Shiatsu si rivela un valido strumento per accompagnare la persona a una educazione della percezione di sé sul piano corporeo ed energetico.

Lo Shiatsu, se praticato con una certa regolarità, rappresenta un’ottima forma di prevenzione, perché ripristina e conserva l’equilibrio psico-fisico e quindi non è necessario che un disturbo sia già manifesto per farvi ricorso.

Tra i suoi benefici, induce il rilascio delle tensioni muscolari e articolari e la regolarizzazione del respiro; può essere d’aiuto nei più comuni disturbi, specialmente nelle problematiche riconducibili allo stress; migliora il portamento e la postura; aumenta la conoscenza e la percezione del corpo. Tutto ciò favorisce una sensazione di vitalità, sia sul piano fisico che su quello psico-emozionale, con un senso di benessere generalizzato e duraturo.

Che cos’è la Bioenergetica

Unire corpo e mente

Sulle orme di Alexander Lowen

La BioAlexander Lowenenergetica, disciplina messa a punto dal medico e psicologo americano Alexander Lowen (1910-2008), si basa sull’assunto che corpo e mente sono funzionalmente identici (quel che accade nell’uno riflette quel che accade nell’altra e viceversa) e associa il lavoro sul corpo a quello sulla mente per aiutare le persone a risolvere i propri problemi esistenziali e relazionali e a realizzare al meglio le proprie capacità di provare piacere e gioia di vivere.

E grazie alla possibilità di agire, con le cosiddette “classi di esercizi”, anche fuori dall’ambito della relazione d’aiuto (psicoterapia o counseling), è una disciplina molto efficace per chiunque voglia intervenire sulle tensioni muscolari e sullo stress, in funzione di un proprio maggior benessere generale.

Il concetto di energia

Alla base delle bioenergetica c’è infatti il concetto di energia: perché la vita, ridotta all’essenziale, vuol dire introdurre energia nel corpo attraverso la respirazione e l’alimentazione,  elaborarla con il metabolismo e scaricarla nell’azione, nel movimento. In ogni organismo vitale sano, l’energia fluisce naturalmente nel corpo, e la quantità di energia che abbiamo e l’uso che ne facciamo determinano il modo in cui rispondiamo alla diverse situazioni della vita.

Come dice Lowen, processi energetici e vitalità, e quindi salute, sono correlati: più siamo vivi e più energia abbiamo, e viceversa. E lo vediamo chiaramente nei bambini: quando sono sani, sono vitali ed esuberanti, il che si esprime bene nel loro movimento, nella loro flessibilità, nella loro eccitazione e gioia. Con l’età, diventiamo invece sempre più ‘rigidi’ e meno ‘fluidi’ e proprio per questo, pur non potendo evitare il processo di invecchiamento ineluttabile che ci porta fino alla rigidità assoluta della morte, possiamo almeno evitare la rigidità dovuta alle tensioni muscolari croniche, che risultano da conflitti emotivi irrisolti e dallo stress.

Che cos’è la Gestalt

Terapia della consapevolezza

L’approccio che valorizza il qui e ora

La Gestalt è un approccio di psicoterapia fondato da Fritz Perls (1893-1970), parzialmente ispirato alla omonima scuola di psicologia, alla fenomenologia e alla teoria del campo, che considera importante l’intera esperienza di vita di una persona: fisica, psicologica, intellettuale, emotiva, relazionale e spirituale. L’accento è posto sul qui e ora della relazione e sulla consapevolezza di quanto avviene nel presente, nella continua interrelazione tra organismo e ambiente.

Nata negli anni ’40, la Terapia della Gestalt (termine che in tedesco significa  “forma” o “struttura”) si rifà alla Psicologia della Gestalt o “psicologia della forma”, sorta agli inizi del Novecento in Germania grazie a Max Wertheimer, Wolfgang Köhler e Kurt Koffka, che si occupò in particolare degli effetti della percezione, e di come le immagini vengono percepite come configurazioni globali diverse e più complesse della somma delle loro singole parti. Attraverso la Gestalt Kurt Lewin è arrivato a studiare le dinamiche di gruppo proponendo la sua teoria del campo, in base alla quale tutto dipende dal contesto: noi siamo tutti parte di un tutto e possiamo contribuire a creare la nostra realtà, perché anche essa dipende dal contesto.

La Gestalt ispira inoltre alla fenomenologia, movimento filosofico derivato dal lavoro di Edmund Husserl, secondo il quale ognuno conosce veramente solo quello che sperimenta e organizza le conoscenze a seconda dei contenuti che già gli appartengono. Il metodo fenomenologico comporta l’osservazione di quanto accade con un atteggiamento neutrale e scevro da pregiudizi e invita ad astenersi dall’interpretare i significati dei singoli elementi, preferendo una descrizione accurata dell’insieme nella sua forma complessiva. Ed è appunto quello che si propone la Gestalt, sia in psicoterapia sia nel counseling, mirando all’acquisizione di una sempre maggiore consapevolezza nel qui e ora da parte del paziente o cliente e al recupero della naturale armonia tra individuo e ambiente.

Il termine “terapia della Gestalt” in realtà fu usato per la prima volta come titolo del libro Teoria e Pratica della terapia della Gestalt, scritto da Perls insieme a Paul Goodman e Ralph Hefferline e pubblicato a New York nel 1951, e rimase poi a indicare un approccio che divenne molto popolare soprattutto negli anni Sessanta, dopo che Perls si fu trasferito in California a Esalen, e quando la nuova rivoluzione culturale, con il suo portato di ribellione giovanile verso i valori del passato, esaltò l’espressione creativa, l’indagine interiore, la libertà dagli schemi precostituiti, e la psicoterapia fu vista come un mezzo per migliorarsi e trasformare se stessi e la società.

La Gestalt è un approccio umanistico e olistico, nel solco di quella “terza forza” che comprende anche quelli di Carl Rogers, Abraham Maslow, Rollo May, e sta alla base di quelli più corporei di Wilhelm Reich (di cui Perls fu paziente) e Alexander Lowen. L’individuo e l’ambiente rappresentano un unico sistema interagente, che si autoregola e cresce in funzione di ogni elemento che ne fa parte; il disagio psicologico assume perciò il significato di un “adattamento creativo” in risposta all’ambiente e ai suoi stimoli: ma anche se è stato funzionale in passato, può non aver più la stessa utilità nel presente. Ecco perché la relazione d’aiuto ad approccio gestaltico – sia psicoterapia sia counseling – rappresenta il laboratorio di ricerca ideale in cui un cliente può scoprire, osservare e integrare diversi aspetti della sua personalità, sulla base dell’esperienza diretta con il terapeuta, per il quale è più importante l’esperienza di un comportamento che la sua interpretazione.

Che cos’è il counseling

Un aiuto nelle difficoltà

Per migliorare la qualità della vita della persona

Il counseling professionale è un tipo di relazione d’aiuto il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita della persona, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento. Utilizza varie metodologie, mutuate da diversi orientamenti teorici, favorendo lo sviluppo e l’utilizzo delle potenzialità già insite nel cliente, aiutandolo a superare quei problemi che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo, e può avvenire in ogni tipo di contesto  (privato, aziendale, socio-sanitario, scolastico) e a livello individuale, di coppia, familiare o di gruppo.

E’ specificamente nella relazione che si evidenzia il ruolo e la competenza del counselor, mirata a favorire la soluzione di difficoltà esistenziali. Egli quindi non fa terapia né psicoterapia e non opera cure di nessun genere: è nella sua capacità di instaurare un rapporto empatico profondo con il cliente e di mantenere nei suoi confronti un atteggiamento non giudicante, non paternalistico e di accettazione positiva incondizionata che si fonda il suo intervento.

Favorire la consapevolezza

La relazione di counseling mira a favorire nel cliente la presa di coscienza di una o più soluzioni possibili al problema che gli crea disagio esistenziale e/o relazionale, agevolando un maggiore contatto con sé e con gli altri. Nella vita di tutti infatti possono capitare momenti di crisi, dovuti a difficoltà specifiche e a traumi legati alla ‘fragilità’ dell’esistenza (lutti, malattie, incidenti, fallimenti, separazioni, cambiamenti di lavoro o di casa), o a naturali passaggi esistenziali (sono le crisi ‘evolutive’, inerenti processi di crescita, dalla pubertà, alla relazione di coppia, alla nascita di un figlio, alla menopausa), durante i quali c’è bisogno di un aiuto amorevole, più che di consigli.

Nella nostra società, ormai così parcellizzata e priva di figure di riferimento (le grandi famiglie non esistono più, i nonni vivono altrove, il medico di famiglia e il parroco sono pressoché scomparsi), trovare una ‘spalla’ cui appoggiarsi è sempre più raro, se non impossibile. Il counselor può essere quel consigliere/confidente dotato di ascolto empatico che, grazie alle proprie capacità e competenze, è in grado di fornire a chi gli si rivolge l’appoggio necessario ad affrontare la crisi e a risolverla, facendo emergere e valorizzando le risorse individuali.

 

 

FISieo

Federazione Italiana Shiatsu

Riunisce insegnanti e operatori

Nata agli inizi degli anni ’90 come Federazione Italiana Shiatsu (FIS), la Federazione si è strutturata fino a trasformarsi in FISieo, Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori, sul finire del 2011. Oggi rappresenta un’opportunità per gli Operatori  e gli Insegnanti di shiatsu, guidandoli nei processi che l’applicazione delle legge 4/2013 comporta, e un’opportunità per i giovani studenti che possono trovare spazi dentro cui concretizzare i propri sogni e realizzare un percorso professionale.

Gli impegni che la FISieo assume con il consumatore hanno in sé l’obiettivo di garantire l’alta e sempre più qualificata professionalità dell’operatore, che nel suo percorso formativo consegue un’ineccepibile preparazione tecnica e pratica almeno triennale, cui segue un intenso tirocinio e un percorso sul piano personale, strettamente intersecato a quello tecnico, che lo porta ad alimentare e accrescere sensibilità, spirito di osservazione e capacità di ascolto.

Registro Operatori Shiatsu

La FISieo è ben radicata sul territorio; come da Statuto, si è dotata di tutti gli strumenti necessari per rispondere innanzitutto alle richieste dei Soci di assistenza, di qualità ed efficacia organizzativa e attendere  alle nuove esigenze organizzative imposte dalla Legge 4/2013.  C’è una Sede legale e un Ufficio di Segreteria a Roma, tre Sedi regionali a Roma, Milano e Napoli, varie Sezioni regionali. Sono stati istituiti un Registro Operatori Shiatsu (R.O.S.) e un Registro Insegnanti di Shiatsu (R.I.S.).

Da sempre attenta anche alla difesa del cittadino e alla corretta informazione verso i possibili fruitori, in ottemperanza alle richieste della legge 4/2013, art. 2 comma 4, la FISieo ha istituito uno sportello di riferimento del cittadino/consumatore.
La legge promuove infatti una forma di garanzia a tutela dell’utente, per cui i committenti delle prestazioni professionali (cioè coloro che ricevono un trattamento da operatori professionisti FISieo), possono rivolgersi allo sportello sia in caso di contenzioso con il singolo professionista, sia per ricevere informazioni relative all’attività professionale in generale e agli standard qualitativi che gli iscritti FISieo devono possedere.

Una importante collaborazione è stata istituita dalla FISieo con varie realtà, a cominciare da Rete Città Sane OMS, la Rete italiana dei Comuni, riconosciuta dall’OMS, che ha lo scopo di promuovere la concezione e la consapevolezza della salute pubblica, sviluppare le politiche sociali per la salute e i programmi sanitari, prevenire e superare le minacce e i rischi per la salute. La Rete Città Sane OMS e la FISieo hanno stipulato un accordo al fine di favorire il coordinamento reciproco sulle tematiche della salute e della prevenzione, in ottemperanza alle linee guida dell’OMS.

Anche altre importanti organizzazioni hanno stipulato con la Federazione protocolli d’intesa, come l’Unione Italiana Sport Popolari UISP, che  inserisce lo Shiatsu nell’Area delle Discipline Orientali (ADOUISP), garantendo la presenza della disciplina nel mondo dello sport dilettantistico. La SIPNEI (Società Italiana di Psico Neuro Endocrino Immunologia) collabora con la FISieo per la realizzazione di iniziative e progetti sulle tematiche della salute e della prevenzione. Ancora, la FISieo è iscritta al Coordinamento delle libere associazioni professionali CoLAP, che tanta parte ha svolto per l’approvazione della legge 4/2013 e tuttora svolge per la realizzazione di un più efficace, qualificato e competitivo sistema professionale.

La FISieo organizza da alcuni anni la Settimana dello Shiatsu: una settimana internazionale grazie al patrocinio delle Federazioni Europee Shiatsu e di SIPNEI, AIPAF, Rete Città Sane, UISP, Slow Medicine, VIS FISieo e molti altri enti locali e nazionali, che si articola in Studi aperti, Scuole aperte ed eventi regionali.

 

I miei ispiratori

Maestri, ricercatori e studiosi

Mi hanno accompagnato nella mia formazione

I miei ispiratori, coloro che mi hanno accompagnato nella mia formazione, indicandomi la strada nel percorso di ricerca e di lavoro su di me: alcuni sono persone che ho conosciuto direttamente e con le quali ho lavorato altri mi hanno ispirato attraverso i libri che hanno scritto o i video che ho ascoltato, e studiarli si è rivelato per me fonte di crescita.

Sono terapeuti, ma non solo; alcuni sono insegnanti di shiatsu, altri hanno fondati gli approcci ai quali faccio riferimento, come la Bioenergetica o la Gestalt, altri mi hanno insegnato che cos’è il counseling.
Mi piace dedicare loro il mio grazie.

Carl Rogers

Il ‘padre’ del counseling

Ha creato l’approccio centrato sulla persona

Carl Rogers (1902-1987) è stato uno dei grandi interpreti di quella che viene chiamata la psicologia umanistica, o ‘terza forza’, insieme ad Abraham Maslow, Rollo May, Gordon Allport, Fritz Perls, George Kelly, e uno dei più originali protagonisti della psicologia clinica americana.

Nel 1940, il suo intervento a un congresso all’università del Minnesota può considerarsi il manifesto del nuovo approccio da lui proposto: una relazione d’aiuto, da lui chiamata “counseling”, il cui obiettivo non è quello di risolvere un particolare problema, ma di aiutare l’individuo a crescere, cosicché egli possa far fronte ai problemi attuali e futuri in modo più integrato. Nella sua prima grande opera teorica, Counselling and Psychotherapy (1942), per la prima volta nella storia della psicoterapia pubblica integralmente le sedute, registrate al magnetofono, di una intera, seppur breve, psicoterapia: è l’avvio della possibilità di rendere disponibile la seduta a una indagine obiettiva, introducendo nella psicoterapia il metodo scientifico.

Nel 1964, lasciato l’insegnamento universitario, si trasferisce al Western Behavioural Science Institute di La Jolla, in California, dove applica il suo approccio all’educazione, al management, ai “gruppi di incontro”, alla comunicazione interculturale, alla filosofia della scienza. Nel 1969 crea, con alcuni colleghi, il Center for the Study of the Person, che diventerà punto di incontro e coordinamento delle varie esperienze di “approccio centrato sulla persona”. Culmine dell’impegno di Rogers è infine la fondazione dell’Institute for Peace, per lo studio e la risoluzione dei conflitti: con i suoi collaboratori egli facilita grandi gruppi d’incontro fra cattolici e protestanti a Belfast, fra rappresentanti dell’Europa dell’Est e dell’Ovest, fra neri e bianchi in Sud Africa, fra capi di stato e diplomatici dell’America Centrale ed esponenti del governo degli Stati Uniti, ottenendo la candidatura al premio Nobel per la pace.

Bibliografia
Tutti i testi più importanti di Carl Rogers sono tradotti in italiano.
Psicoterapia di consultazione, Astrolabio, Roma 1971, traduzione da Counseling and psychotherapy. Newer concepts in practice, 1942
Terapia centrata sul cliente, La Nuova Italia, Firenze 1997, traduzione da Client-centered Therapy, 1951
La terapia centrata-sul-cliente, Martinelli, Firenze 1970, è una raccolta di articoli con l’aggiunta di alcuni capitoli tratti da On Becoming a Person, 1961
Psicoterapia e relazioni umane, Boringhieri, Torino 1970, traduzione da Psychothérapie et relations humaines. Théorie et pratique de la thérapie nondirective, 1962.
Libertà nell’apprendimento, Giunti Barbera, Firenze 1973, traduzione da Freedom to Learn, 1969
– Partners. Il matrimonio e le sue alternative, Astrolabio, Milano 1976, traduzione di Becoming Partners. Marriage and its alternatives, 1972
I gruppi di incontro, Astrolabio, Roma 1976, traduzione di Carl Rogers on Encounter Groups, 1970
– Potere personale. La forza interiore e il suo effetto rivoluzionario, Astrolabio, Milano 1978, traduzione di Carl Rogers on Personal Power, 1977
Un modo di essere, Martinelli, Firenze 1983, traduzione di A Way of being, 1980
– Da persona a persona. Il problema di essere umani, Astrolabio, Roma 1987, traduzione di Person to person. The problem of being human. A new trend in psychology, 1967.

Alexander Lowen

Il padre della Bioenergetica

L’importanza di essere in contatto con il corpo

Alexander Lowen (1910-20o8), medico psichiatra e psicoterapeuta, è stato il fondatore della cosiddetta analisi bioenergetica, di cui ha cominciato a descrivere i principi nel suo primo libro, Il linguaggio del corpo (1958).

Paziente e allievo di Wilhelm Reich, che per primo aveva sottolineato l’importanza dell’analisi del carattere (1933), Lowen ha messo in luce come ognuno forma il proprio carattere, nei primissimi anni di vita, reagendo alle aggressioni e agli stimoli dell’ambiente e inibendo le proprie emozioni, il cui blocco si struttura a livello fisico. Ed è per questo che per arrivare a sciogliere i blocchi emozionali si deve ‘lavorare sul corpo’ oltre che sulla mente, al fine di ritrovare il vero piacere di vivere.

Nel 2005, a 94 anni compiuti, Lowen ha pubblicato la sua autobiografia, Onorare il corpo, nella quale condivide con il lettore la sua vita: dall’infanzia povera nel quartiere di Harlem, agli studi e ai primi lavori; dall’incontro fondamentale con Wilhelm Reich, a quello con l’amatissima moglie Leslie; dalla nascita dell’unico figlio Frederic, alle riflessioni sui suoi libri; dal percorso di nascita e sviluppo della Bioenergetica alla collaborazione con John Pierrakos; dalla fondazione dell’International Institute of Bioenergetic Analisys ai viaggi e senimari in tutto il mondo, Italia compresa, per diffondere le proprie idee, fino a un’età avanzata.

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Bibliografia
Tutti i libri di Alexander Lowen sono stati tradotti in italiano. Eccoli in ordine cronologico di pubblicazione in lingua originale.
Il linguaggio del corpo, Feltrinelli, Milano 1978-1997, traduzione di  Physical dynamics of character structure (The language of the body), 1958;
Amore e orgasmo, Feltrinelli, Milano 1968-97, traduzione di Love and orgasm, 1965;
Il tradimento del corpo, Edizioni Mediterranee, Roma 1982, traduzione di  The betrayal of the body, 1967;
Il piacere, un approccio creativo alla vita, Astrolabio, Roma 1978, traduzione di Pleasure. A creative approach to life, 1970;
La depressione e il corpo. La base biologica della fede e della realtà, Astrolabio, Roma 1980, traduzione di Depression and the body, 1972;
Bioenergetica, Feltrinelli, Milano 1983-1994, traduzione di Bioenergetics,  1975;
Paura di vivere, Astrolabio, Roma 1982, traduzione di Fear of life, 1980;
Il narcisimo. L’identità rinnegata, Feltrinelli, Milano 1985-97, traduzione di Narcisism. Denial of the True Self, 1983;
Amore sesso e cuore, Astrolabio, Roma 1989, traduzione di Love, sex and your heart, 1988;
La spiritualità del corpo. L’armonia del corpo e della mente con la bioenergetica, Astrolabio, Roma 1991, traduzione di The spirituality of the body. Bioenergetics for grace and harmony, 1990;
Arrendersi al corpo. Il processo dell’analisi bioenergetica, Astrolabio, Roma 1994,  traduzione di Joy: the surrender to the body, 1994;
— La voce del corpo, Astrolabio, Roma 2008, traduzione di The Voice of the Body-The Role of the Body in Psychotherapy (che raccoglie una serie di conferenze di Lowen tenute tra il 1962 e il 1982), 2004;
Onorare il corpo. La nascita della Bioenergetica nell’autobiografia del suo fondatore, Xenia, Milano 2011, traduzione di Honoring the body, 2004;
L’arte di vivere, Xenia, Milano 2013, a cura di Luciano Marchino (raccoglie una serie di articoli e conferenze di Lowen finora inediti).
Inoltre, scritto con la moglie: Lowen Alexander e Lowen Leslie, Espansione e integrazione del corpo in Bioenergetica, Manuale di esercizi pratici, Astrolabio, Roma 1979, traduzione di The way to vibrant health, 1977.

Fritz Perls

Il padre della Gestalt

Un innovatore nel campo della psicoterapia

Friedrich Salomon Perls, più noto come Fritz Perls (1893 – 1970), psichiatra e psicoterapeuta, è stato allievo di Kurt Goldstein, Karen Horney e Wilhelm Reich, con il quale condivide l’interesse per il corpo. Trasferitosi nel 1934, all’avvanto del nazismo, a Johannesburg in Sudafrica, vi fonda l’anno dopo l’Istituto Sudafricano di Psicoanalisi. Qui comincia a elaborare le sue critiche alla psicanalisi freudiana, che svilupperà poi nel suo primo libro L’io, la fame e l’aggressività.

Nel 1946 Fritz Perls si trasferisce negli Stati Uniti e comincia a collaborare con Isadore Fromm, Paul Weisz (che lo introduce allo Zen), Elliot Shapiro, Sylvester Eastman, Paul Goodman e Ralf Hefferline: con questi ultimi due pubblica nel 1951 Terapia della Gestalt: eccitamento e accrescimento nella personalità umana, testo di riferimento della psicologia gestaltica. Sempre con Goodman e con la moglie Laura apre tra il 1952 e il 1954 diversi centri Gestalt, per poi intraprendere una serie di peregrinazioni che lo portano ad avvicinarsi alla cosiddetta scuola californiana, oltre che in Israele e in Giappone. Nella seconda metà degli anni Sessanta conduce a Esalen, in California, alcuni seminari di grande richiamo, avvicinandosi ad autori come Gregory Bateson, Alexander Lowen, Eric Berne, Abraham Maslow, Aldous Huxley e altri e avendo come allievi, tra gli altri, Claudio Naranjo.

Tra le tematiche centrali della Terapia della Gestalt – che dell’omonima Psicologia della Forma accoglie e rielabora la tematica della figura/sfondo e la teoria del campo – vanno sottolineate la centralità del “qui e ora”, che privilegia la dimensione del presente rispetto al passato nell’indagine clinica e nella terapia, e dell’interazione tra individuo e ambiente; la consapevolezza come premessa alla capacità di autoregolazione dell’organismo; la valorizzazione degli aspetti di realtà e la relazione autentica fra terapeuta e paziente, con l’idea guida di un rapporto terapeutico creativo che rispetta la singolarità di ogni essere umano.

SIPNEI

Scienza della cura integrata

La psico neuro endocrino immunologia in Italia

La SIPNEI, Società Italiana di Psico Neuro Endocrino Immunologia, promuove lo studio dell’organismo umano nella sua interezza e nel suo fondamentale rapporto con l’ambiente, nell’accezione più vasta del termine. A tal fine promuove il cambiamento nella cura, nella ricerca scientifica e nelle relazioni umane.

La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (Pnei) è una scienza della cura integrata: una disciplina che studia le relazioni bidirezionali tra psiche e sistemi biologici. In essa convergono, all’interno di un unico modello, conoscenze acquisite a partire dagli anni Trenta dall’endocrinologia, dall’immunologia e dalle neuroscienze e rappresenta un modello scientifico di conoscenza del funzionamento dell’organismo umano nella sua totalità, ovvero così come avviene nella vita. Per molto tempo infatti la medicina ha studiato gli esseri umani operando raffinate dissezioni dei sistemi, degli organi, dei tessuti, riuscendo a ottenere una messe di straordinarie informazioni “meccaniche”, ma perdendo di vista l’insieme.

Le evidenze scientifiche della Pnei sulla costante comunicazione tra i sistemi biologici hanno consentito di poter riunire ciò che nella vita non si era mai separato: la mente e il corpo. Questo dà la conferma che gli esseri umani sono integrati e non frammentati, complessi e non complicati, sono parte attiva della loro salute e non vittime inermi dei capricci del caso o di ingessate e ineluttabili eredità genetiche. Studiare la Pnei, incontrare vitamine che si comportano da immunomodulatori, citochine che modificano l’umore, alimenti che spengono l’infiammazione, ormoni che influenzano capacità cognitive è un’esperienza felice e stimolante.

Per altre info: http://sipnei.it/