Classi di Esperienze Bioenergetiche

“Fare per sentire” è una delle frasi che meglio definisce la Bioenergetica.

La Bioenergetica è una disciplina psico-corporea messa a punto da Alexander Lowen (1910-2008), medico e psicoterapeuta americano. E’ una tecnica adatta a tutti, utilizzabile anche fuori dall’ambito psicoterapeutico nella forma di esperienze corporee antistress, come prevenzione e promozione della salute e del benessere psico-corporeo, attraverso l’uso consapevole del movimento e della respirazione.

Scopo della Classe di Esperienze bioenergetiche è in particolare quello di facilitare una maggiore consapevolezza del proprio corpo e liberare le tensioni muscolari croniche, che emergono a contatto con gli stress quotidiani. Lavorare in modo graduale sul movimento e sulla respirazione consente all’energia intrappolata nel corpo di fluire in modo più libero: in tal modo si ottiene un senso di maggiore vitalità, si accresce la capacità di sentire piacere, la mobilità e il benessere sia a livello corporeo sia emozionale.

La classe di esercizi non ha pertanto una funzione psicoterapeutica, ma di prevenzione e promozione della salute e del benessere psico-corporeo.

Nelle classi di esperienze bioenergetiche, all’insegna del ‘fare per sentire’, si sperimenta l’importanza di avere grounding o radicamento, di avere, cioè, i piedi ‘ben piantati per terra’, per potersi sentire solidi e stabili nell’affrontare il mondo e la realtà circostante; questo consente anche di mantenere una respirazione corretta, ampia e rilassata, come condizione essenziale per sentire ed essere in contatto con le proprie emozioni.

“Essere pieni di vita significa respirare profondamente, muoversi liberamente e sentire con intensità”: così diceva Alexander Lowen (1910-2008), psicoterapeuta statunitense ideatore della Bioenergetica.

Il lavoro associato sul corpo e sulla mente aiuta le persone ad affrontare le difficoltà esistenziali e relazionali, mira a reintegrare e armonizzare le varie parti della persona e a realizzare al meglio le proprie capacità di provare piacere e gioia di vivere. Per questo nel mio lavoro di counselor propongo Esperienze bioenergetiche sia individuali sia in piccoli gruppi.

Shizuto Masunaga

Il padre dello Zen Shiatsu

La terapia Shiatsu secondo i principi dello Zen

Shizuto Masunaga (Kure, 1925 – 7 luglio 1981) è stato uno psicologo giapponese, laureato in psicologia e filosofia all’Università di Kyōto, studioso di medicina tradizionale cinese e giapponese.
Allievo di Namikoshi Sensei, ha insegnato per una decina d’anni psicologia clinica alla Nippon Shiatsu School di Tokyo, successivamente si è distaccato da Namikoshi fondando lo Iokai Shiatsu Center, scuola che ha avuto, negli anni ’70 e ’80, maggiore diffusione in Europa che in Giappone.

Lo stile Shiatsu Masunaga
Masunaga ha sviluppato, integrandolo con le conoscenze della fisiologia Occidentale, un suo personale sistema di Shiatsu chiamato Zen Shiatsu i cui contenuti sono oggi considerati di fondamentale importanza nell’economia di questa disciplina. Le principali novità introdotte da Masunaga, rispetto allo shiatsu ancora legato alla MTC (medicina tradizionale cinese), riguardano:
la focalizzazione dell’energia: ogni osservatore influisce con la sua energia nel fenomeno che sta osservando. Ovvero, portando l’energia sulla zona interessata l’energia si attiva: l’immagine crea il movimento, il movimento crea l’energia. Questo concetto sarà ulteriormente ampliato nella elaborazione degli Esercizi Zen per immagini, cui dedicò un libro;
la prima dualità: mano madre e mano figlia, che stimolano rispettivamente le funzioni protopatiche (primo sentire) ed epicritiche (capacità di selezionare: quando stimolo una parte del corpo tutto il corpo risponde);
la centralità di Hara: i meridiani partono tutti da Hara, che è il centro dell’energia e la distribuisce in tutto il corpo;
estensione dei meridiani: i meridiani non sono più localizzati in un singolo arto, ma percorrono tutto il corpo;
– il meridiano ha un suo percorso reale, non fittizio, in quanto legato alla posizione degli Tsubo;
una nuova visione di Kyo e Jitsu che vengono considerati complementari (in MTC erano trattati autonomamente);
caratteristiche della pressione: costante, progressiva, sostenuta, focalizzata e perpendicolare.

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Bibliografia:
Shizuto Masunaga e Wataru Ohashi , Zen Shiatsu – La terapia Shiatsu secondo i principi dello Zen, Edizioni Mediterranee, 1979
Shizuto Masunaga, Esercizi Zen per Immagini, Edizioni Mediterranee, 2002
Shizuto Masunaga, Racconti di 100 Trattamenti, Shiatsu Milano Editori, 2012

 

Che cos’è lo shiatsu

Una pratica antichissima

Fondata sulla medicina cinese e sviluppata in Giappone

Lo shiatsu è una pratica manuale con radici culturali molto antiche che si fondano nelle arti manipolatorie della medicina tradizionale cinese esportate in Giappone nel VII secolo dai monaci buddisti. Si sviluppa e viene codificato in Giappone dagli inizi del ‘900, fino a che nel 1955 viene riconosciuto ufficialmente da parte del Ministero della Sanità giapponese. Approda in Europa e in Italia agli inizi degli anni ’70.

Lo Shiatsu considera l’essere umano composto da elementi energetici, emotivi e fisici strettamente correlati e che si influenzano reciprocamente. Nella medicina tradizionale cinese mente e corpo non sono mai stati divisi e questo rappresenta una delle fondamentali differenze con la  medicina occidentale.

Lo Shiatsu consiste nel premere con le dita, il palmo delle mani, il gomito e a volte anche con le ginocchia, lungo le “linee di flusso dell’energia”, ovvero i canali sulla superficie del corpo in cui, secondo la medicina orientale, scorre l’energia vitale. Applicando pressioni e tecniche diverse lungo questi canali e su aree specifiche del corpo, l’operatore Shiatsu riesce a ristabilire un corretto flusso energetico, sia in superficie che in profondità.

L’importanza di respiro e postura

La tecnica Shiatsu si basa su quattro pilastri: il respiro, la postura, la perpendicolarità e la pressione. Se rispettati fedelmente, questi fattori permettono di contattare il livello energetico più profondo del ricevente, risvegliando le risorse vitali che ogni persona porta dentro di sé e alle quali il corpo può finalmente attingere per rigenerarsi.

Lo Shiatsu può essere praticato su chiunque, giovane, adulto, anziano. Può essere particolarmente adatto a coloro che praticano sport o arti marziali, perché li aiuta ad acquisire una maggiore consapevolezza e padronanza nel movimento e nel gesto atletico.

Per tutti coloro che sentono la necessità e l’importanza di un percorso di crescita personale, lo Shiatsu si rivela un valido strumento per accompagnare la persona a una educazione della percezione di sé sul piano corporeo ed energetico.

Lo Shiatsu, se praticato con una certa regolarità, rappresenta un’ottima forma di prevenzione, perché ripristina e conserva l’equilibrio psico-fisico e quindi non è necessario che un disturbo sia già manifesto per farvi ricorso.

Tra i suoi benefici, induce il rilascio delle tensioni muscolari e articolari e la regolarizzazione del respiro; può essere d’aiuto nei più comuni disturbi, specialmente nelle problematiche riconducibili allo stress; migliora il portamento e la postura; aumenta la conoscenza e la percezione del corpo. Tutto ciò favorisce una sensazione di vitalità, sia sul piano fisico che su quello psico-emozionale, con un senso di benessere generalizzato e duraturo.

Che cos’è la Bioenergetica

Unire corpo e mente

Sulle orme di Alexander Lowen

La BioAlexander Lowenenergetica, disciplina messa a punto dal medico e psicologo americano Alexander Lowen (1910-2008), si basa sull’assunto che corpo e mente sono funzionalmente identici (quel che accade nell’uno riflette quel che accade nell’altra e viceversa) e associa il lavoro sul corpo a quello sulla mente per aiutare le persone a risolvere i propri problemi esistenziali e relazionali e a realizzare al meglio le proprie capacità di provare piacere e gioia di vivere.

E grazie alla possibilità di agire, con le cosiddette “classi di esercizi”, anche fuori dall’ambito della relazione d’aiuto (psicoterapia o counseling), è una disciplina molto efficace per chiunque voglia intervenire sulle tensioni muscolari e sullo stress, in funzione di un proprio maggior benessere generale.

Il concetto di energia

Alla base delle bioenergetica c’è infatti il concetto di energia: perché la vita, ridotta all’essenziale, vuol dire introdurre energia nel corpo attraverso la respirazione e l’alimentazione,  elaborarla con il metabolismo e scaricarla nell’azione, nel movimento. In ogni organismo vitale sano, l’energia fluisce naturalmente nel corpo, e la quantità di energia che abbiamo e l’uso che ne facciamo determinano il modo in cui rispondiamo alla diverse situazioni della vita.

Come dice Lowen, processi energetici e vitalità, e quindi salute, sono correlati: più siamo vivi e più energia abbiamo, e viceversa. E lo vediamo chiaramente nei bambini: quando sono sani, sono vitali ed esuberanti, il che si esprime bene nel loro movimento, nella loro flessibilità, nella loro eccitazione e gioia. Con l’età, diventiamo invece sempre più ‘rigidi’ e meno ‘fluidi’ e proprio per questo, pur non potendo evitare il processo di invecchiamento ineluttabile che ci porta fino alla rigidità assoluta della morte, possiamo almeno evitare la rigidità dovuta alle tensioni muscolari croniche, che risultano da conflitti emotivi irrisolti e dallo stress.