Chi sono

Shiatsuka e counselor

Professionalità e passione a Milano

Cristina Di Stefano

Sono Cristina Di Stefano e ho iniziato a studiare Medicina Tradizionale Cinese nel 1990 lavorando presso la beautyfarm Centro Tao di Limone sul Garda e nel 1996 ho completato il triennio di formazione per operatore shiatsu presso la scuola Ohashiatsu® di Milano.

Interessandomi in modo particolare l’interazione tra movimento del corpo e benessere psicofisico, ho poi indirizzato il mio studio verso discipline che evidenziano questo aspetto: oltre allo shiatsu, Anatomia Esperienziale®, Integrazione Posturale®, Yoga  e Meditazione Taoista.

Dal 2003 sono iscritta al Registro Italiano Operatori Shiatsu® della FISieo, Federazione Italiana Shiatsu insegnanti e operatori®, per il quale conseguo regolarmente gli accrediti di aggiornamento professionale.

Sono convinta che lo shiatsu sia una disciplina evolutiva; per questo dal 2004 seguo corsi di specializzazione professionale presso la scuola di shiatsu Hakusha di Milano, dove ho approfondito anche la tecnica di Moxibustione giapponese.

Unendo le discipline conosciute ho ideato un seminario esperienziale della percezione e dell’autostimolazione dei meridiani energetici che è stato proposto in diverse formazioni per operatori del benessere a Milano, Roma e Pescara. Ho proposto il mio insegnamento anche presso la Fondazione Humaniter® di Milano, dove ho condotto per tre anni un corso amatoriale rivolto a persone over-60.

Profondamente convinta che la salute e il benessere siano innanzitutto una responsabilità personale, ho preso parte al Progetto PartecipaSalute®, finalizzato a una partecipazione consapevole dei cittadini-pazienti nelle scelte sanitarie, presso l’Istituto Mario Negri di Milano.

Recentemente sono entrata a far parte del gruppo di studio sulle Discipline Corporee all’interno della Sipnei -Società Italiana Psico Neuro Endocrino Immunologia.

Formata da una esperienza personale diretta, propongo il mio lavoro anche nell’ambito della disabilità, collaborando con associazioni del settore e sono membro attivo di gruppi di sostegno rivolti a familiari coinvolti nella tutela legale di persone fragili.

Desiderosa di ampliare sempre più le mie competenze, mi sono diplomata in Counseling a indirizzo Bioenergetico-Gestaltico, con una tesi dal titolo Counseling e problematiche distress-correlate, dopo aver effettuato il tirocinio presso la Fondazione VIDAS di Milano e l’Associazione ALOMAR che si rivolge a persone con malattie reumatiche e autoimmuni.

Ho inoltre conseguito il diploma dopo aver seguito un corso annuale di aggiornamento in pratica bioenergetica e in conduzione di gruppi.

Ho fatto parte del Comitato Scientifico di Collage Counseling, una realtà che si occupa di formazione, aggiornamento ed esperienze di counseling, e svolgo delle docenze nel corso di formazione triennale in counseling bioenergetico-gestaltico integrato di tale scuola.

Propongo sessioni di counseling individuale, trattamenti shiatsu e incontri individuali o di gruppo di esperienza bioenergetica nel mio studio di via Stradella 13 a Milano.

Per contattarmi: 335 5946620 oppure scrivere a  cridistef@libero.it

Che cosa faccio

Shiatsu  Counseling  Bioenergetica

Ascolto, accettazione ed empatia

Da ormai molti anni propongo la mia esperienza di shiatsuka e di esperta del corpo: interessandomi in modo particolare l’interazione tra movimento e benessere psicofisico, ho integrato lo Shiatsu con altre discipline, come l’Anatomia Esperienziale®, l’Integrazione Posturale®, lo Yoga e la Meditazione Taoista, la Bioenergetica.

Profondamente convinta che la salute e il benessere siano innanzitutto una responsabilità personale, mi sono diplomata in Counseling a indirizzo Biogestaltico-Gestaltico – che integra Bioenergetica e Gestalt – nella convinzione che il mio lavoro, che pratico ormai da molti anni, si fondi su una profonda relazione di ascolto, di accettazione e di empatia con il cliente, qualità che sono alla base della professione del counselor.

Nelle pagine di questo sito trovate dunque articoli non solo su Shiatsu e Counseling, ma anche sulle altre discipline che ritengo preziose per essere al servizio degli altri.

Per contattarmi: 335 5946620 oppure scrivere a cristinabioenergetica@gmail.com

Formazione triennale in Counseling Collage

Riconosciuta da AssoCounseling

Un percorso personale e professionale

La formazione triennale Collage in counseling professionale a indirizzo bioenergetico-gestaltico integrato, riconosciuto da AssoCounseling (Cert. 0174-2018), è un percorso dedicato a chi vuole diplomarsi ed esercitare la professione di counselor migliorando la propria capacità di ascolto e di relazione con sé e con gli altri.

Il counseling professionale è una particolare modalità di intervento di sostegno, individuale o di gruppo, di breve durata e finalizzato ad affrontare le difficoltà emergenti in momenti critici della vita. Il corso di formazione di Collage, che si basa su un’armonica integrazione tra Bioenergetica, Gestalt ed Enneagramma, insieme a elementi legati all’approccio rogersiano centrato sulla persona, offre le competenze necessarie per instaurare una efficace relazione d’aiuto e di sostegno.

L’approccio della terapia della Gestalt fondata da Fritz Perls è basato molto sugli aspetti emozionali e mira a reintegrare e armonizzare le varie parti della personalità. L’approccio della Bioenergetica creata da Alexander Lowen permette di entrare in contatto con il proprio corpo e di conoscere e alleggerire le tensioni muscolari croniche nate da conflitti emotivi irrisolti, consentendo alla persona di ritrovare vitalità e centratura. Quanto all’Enneagramma, è uno dei più efficaci strumenti per conoscere i meccanismi che sono alla base dei nostri comportamenti, atteggiamenti, credenze e convinzioni, ovvero della nostra “personalità”.

Il counseling a indirizzo bioenergetico-gestaltico integrato di Collage è volto ad accompagnare il cliente, sia esso individuo, coppia o gruppo, in percorsi evolutivi e trasformativi, anche in concomitanza di fasi o eventi critici, mantenendo il focus sul tempo presente, potenziando la consapevolezza cognitiva/emotiva/corporea, sperimentando nell’esperienza del qui e ora nuovi modi di essere, accompagnando processi comunicativi efficaci che usino il linguaggio della parola e del corpo, favorendo l’espressione autentica di sé, lasciando andare inibizioni e condizionamenti e valorizzando le risorse personali e relazionali.

La formazione triennale Collage in counseling professionale ha una struttura molto articolata, che comprende quasi 600 ore d’aula nei tre anni; un percorso di formazione personale di almeno 75 ore tra incontri individuali e di gruppo; almeno 150 ore di tirocinio con almeno 60 ore di relativa supervisione, per un totale di oltre 880 ore di percorso.

Per informazioni e colloqui preliminari con le responsabili della Scuola Collage Counseling:
– Alessandra Callegari, 339 5324006, info@collagecounseling.it
– Alessandra Di Minno, 339 8010317, alessandra.diminno@gmail.com

 

Che cos’è la Gestalt

Terapia della consapevolezza

L’approccio che valorizza il qui e ora

La Gestalt è un approccio di psicoterapia fondato da Fritz Perls (1893-1970), parzialmente ispirato alla omonima scuola di psicologia, alla fenomenologia e alla teoria del campo, che considera importante l’intera esperienza di vita di una persona: fisica, psicologica, intellettuale, emotiva, relazionale e spirituale. L’accento è posto sul qui e ora della relazione e sulla consapevolezza di quanto avviene nel presente, nella continua interrelazione tra organismo e ambiente.

Nata negli anni ’40, la Terapia della Gestalt (termine che in tedesco significa  “forma” o “struttura”) si rifà alla Psicologia della Gestalt o “psicologia della forma”, sorta agli inizi del Novecento in Germania grazie a Max Wertheimer, Wolfgang Köhler e Kurt Koffka, che si occupò in particolare degli effetti della percezione, e di come le immagini vengono percepite come configurazioni globali diverse e più complesse della somma delle loro singole parti. Attraverso la Gestalt Kurt Lewin è arrivato a studiare le dinamiche di gruppo proponendo la sua teoria del campo, in base alla quale tutto dipende dal contesto: noi siamo tutti parte di un tutto e possiamo contribuire a creare la nostra realtà, perché anche essa dipende dal contesto.

La Gestalt ispira inoltre alla fenomenologia, movimento filosofico derivato dal lavoro di Edmund Husserl, secondo il quale ognuno conosce veramente solo quello che sperimenta e organizza le conoscenze a seconda dei contenuti che già gli appartengono. Il metodo fenomenologico comporta l’osservazione di quanto accade con un atteggiamento neutrale e scevro da pregiudizi e invita ad astenersi dall’interpretare i significati dei singoli elementi, preferendo una descrizione accurata dell’insieme nella sua forma complessiva. Ed è appunto quello che si propone la Gestalt, sia in psicoterapia sia nel counseling, mirando all’acquisizione di una sempre maggiore consapevolezza nel qui e ora da parte del paziente o cliente e al recupero della naturale armonia tra individuo e ambiente.

Il termine “terapia della Gestalt” in realtà fu usato per la prima volta come titolo del libro Teoria e Pratica della terapia della Gestalt, scritto da Perls insieme a Paul Goodman e Ralph Hefferline e pubblicato a New York nel 1951, e rimase poi a indicare un approccio che divenne molto popolare soprattutto negli anni Sessanta, dopo che Perls si fu trasferito in California a Esalen, e quando la nuova rivoluzione culturale, con il suo portato di ribellione giovanile verso i valori del passato, esaltò l’espressione creativa, l’indagine interiore, la libertà dagli schemi precostituiti, e la psicoterapia fu vista come un mezzo per migliorarsi e trasformare se stessi e la società.

La Gestalt è un approccio umanistico e olistico, nel solco di quella “terza forza” che comprende anche quelli di Carl Rogers, Abraham Maslow, Rollo May, e sta alla base di quelli più corporei di Wilhelm Reich (di cui Perls fu paziente) e Alexander Lowen. L’individuo e l’ambiente rappresentano un unico sistema interagente, che si autoregola e cresce in funzione di ogni elemento che ne fa parte; il disagio psicologico assume perciò il significato di un “adattamento creativo” in risposta all’ambiente e ai suoi stimoli: ma anche se è stato funzionale in passato, può non aver più la stessa utilità nel presente. Ecco perché la relazione d’aiuto ad approccio gestaltico – sia psicoterapia sia counseling – rappresenta il laboratorio di ricerca ideale in cui un cliente può scoprire, osservare e integrare diversi aspetti della sua personalità, sulla base dell’esperienza diretta con il terapeuta, per il quale è più importante l’esperienza di un comportamento che la sua interpretazione.

Fritz Perls

Il padre della Gestalt

Un innovatore nel campo della psicoterapia

Friedrich Salomon Perls, più noto come Fritz Perls (1893 – 1970), psichiatra e psicoterapeuta, è stato allievo di Kurt Goldstein, Karen Horney e Wilhelm Reich, con il quale condivide l’interesse per il corpo. Trasferitosi nel 1934, all’avvanto del nazismo, a Johannesburg in Sudafrica, vi fonda l’anno dopo l’Istituto Sudafricano di Psicoanalisi. Qui comincia a elaborare le sue critiche alla psicanalisi freudiana, che svilupperà poi nel suo primo libro L’io, la fame e l’aggressività.

Nel 1946 Fritz Perls si trasferisce negli Stati Uniti e comincia a collaborare con Isadore Fromm, Paul Weisz (che lo introduce allo Zen), Elliot Shapiro, Sylvester Eastman, Paul Goodman e Ralf Hefferline: con questi ultimi due pubblica nel 1951 Terapia della Gestalt: eccitamento e accrescimento nella personalità umana, testo di riferimento della psicologia gestaltica. Sempre con Goodman e con la moglie Laura apre tra il 1952 e il 1954 diversi centri Gestalt, per poi intraprendere una serie di peregrinazioni che lo portano ad avvicinarsi alla cosiddetta scuola californiana, oltre che in Israele e in Giappone. Nella seconda metà degli anni Sessanta conduce a Esalen, in California, alcuni seminari di grande richiamo, avvicinandosi ad autori come Gregory Bateson, Alexander Lowen, Eric Berne, Abraham Maslow, Aldous Huxley e altri e avendo come allievi, tra gli altri, Claudio Naranjo.

Tra le tematiche centrali della Terapia della Gestalt – che dell’omonima Psicologia della Forma accoglie e rielabora la tematica della figura/sfondo e la teoria del campo – vanno sottolineate la centralità del “qui e ora”, che privilegia la dimensione del presente rispetto al passato nell’indagine clinica e nella terapia, e dell’interazione tra individuo e ambiente; la consapevolezza come premessa alla capacità di autoregolazione dell’organismo; la valorizzazione degli aspetti di realtà e la relazione autentica fra terapeuta e paziente, con l’idea guida di un rapporto terapeutico creativo che rispetta la singolarità di ogni essere umano.