Chi sono

Shiatsuka e counselor

Professionalità e passione a Milano

Cristina Di Stefano

Sono Cristina Di Stefano e ho iniziato a studiare Medicina Tradizionale Cinese nel 1990 lavorando presso la beautyfarm Centro Tao di Limone sul Garda e nel 1996 ho completato il triennio di formazione per operatore shiatsu presso la scuola Ohashiatsu® di Milano.

Interessandomi in modo particolare l’interazione tra movimento del corpo e benessere psicofisico, ho poi indirizzato il mio studio verso discipline che evidenziano questo aspetto: oltre allo shiatsu, Anatomia Esperienziale®, Integrazione Posturale®, Yoga  e Meditazione Taoista.

Dal 2003 sono iscritta al Registro Italiano Operatori Shiatsu® della FISieo, Federazione Italiana Shiatsu insegnanti e operatori®, per il quale conseguo regolarmente gli accrediti di aggiornamento professionale.

Sono convinta che lo shiatsu sia una disciplina evolutiva; per questo dal 2004 seguo corsi di specializzazione professionale presso la scuola di shiatsu Hakusha di Milano, dove ho approfondito anche la tecnica di Moxibustione giapponese.

Unendo le discipline conosciute ho ideato un seminario esperienziale della percezione e dell’autostimolazione dei meridiani energetici che è stato proposto in diverse formazioni per operatori del benessere a Milano, Roma e Pescara. Ho proposto il mio insegnamento anche presso la Fondazione Humaniter® di Milano, dove ho condotto per tre anni un corso amatoriale rivolto a persone over-60.

Profondamente convinta che la salute e il benessere siano innanzitutto una responsabilità personale, ho preso parte al Progetto PartecipaSalute®, finalizzato a una partecipazione consapevole dei cittadini-pazienti nelle scelte sanitarie, presso l’Istituto Mario Negri di Milano.

Recentemente sono entrata a far parte del gruppo di studio sulle Discipline Corporee all’interno della Sipnei -Società Italiana Psico Neuro Endocrino Immunologia.

Formata da una esperienza personale diretta, propongo il mio lavoro anche nell’ambito della disabilità, collaborando con associazioni del settore e sono membro attivo di gruppi di sostegno rivolti a familiari coinvolti nella tutela legale di persone fragili.

Desiderosa di ampliare sempre più le mie competenze, mi sono diplomata in Counseling a indirizzo Bioenergetico-Gestaltico, con una tesi dal titolo Counseling e problematiche distress-correlate, dopo aver effettuato il tirocinio presso la Fondazione VIDAS di Milano e l’Associazione ALOMAR che si rivolge a persone con malattie reumatiche e autoimmuni.

Ho inoltre conseguito il diploma dopo aver seguito un corso annuale di aggiornamento in pratica bioenergetica e in conduzione di gruppi.

Ho fatto parte del Comitato Scientifico di Collage Counseling, una realtà che si occupa di formazione, aggiornamento ed esperienze di counseling, e svolgo delle docenze nel corso di formazione triennale in counseling bioenergetico-gestaltico integrato di tale scuola.

Propongo sessioni di counseling individuale, trattamenti shiatsu e incontri individuali o di gruppo di esperienza bioenergetica nel mio studio di via Stradella 13 a Milano.

Per contattarmi: 335 5946620 oppure scrivere a  cridistef@libero.it

Che cosa faccio

Shiatsu  Counseling  Bioenergetica

Ascolto, accettazione ed empatia

Da ormai molti anni propongo la mia esperienza di shiatsuka e di esperta del corpo: interessandomi in modo particolare l’interazione tra movimento e benessere psicofisico, ho integrato lo Shiatsu con altre discipline, come l’Anatomia Esperienziale®, l’Integrazione Posturale®, lo Yoga e la Meditazione Taoista, la Bioenergetica.

Profondamente convinta che la salute e il benessere siano innanzitutto una responsabilità personale, mi sono diplomata in Counseling a indirizzo Biogestaltico-Gestaltico – che integra Bioenergetica e Gestalt – nella convinzione che il mio lavoro, che pratico ormai da molti anni, si fondi su una profonda relazione di ascolto, di accettazione e di empatia con il cliente, qualità che sono alla base della professione del counselor.

Nelle pagine di questo sito trovate dunque articoli non solo su Shiatsu e Counseling, ma anche sulle altre discipline che ritengo preziose per essere al servizio degli altri.

Per contattarmi: 335 5946620 oppure scrivere a cristinabioenergetica@gmail.com

Il mio studio a Milano

Uno spazio di benessere

in via Stradella 13 (piazza Lima)

   

Il mio studio a Milano in via Stradella 13, a cinque minuti a piedi da piazza Lima e corso Buenos Aires, è uno spazio accogliente, luminoso e silenzioso che costituisce un comodo setting per sessioni individuali di shiatsu e di counseling o incontri in piccoli gruppi per praticare esperienze di bioenergetica. E dove poter trovare ascolto empatico e concedersi l’occasione di rallentare il ritmo e fare una pausa all’interno della giornata.

    

Il mio studio è comodamente servito dai mezzi pubblici: a circa 200 m passa la metropolitana rossa (fermata Lima) e a 300 la verde (Loreto); il bus 60 che va da Largo Augusto a piazzale Lagosta e viceversa e il bus 92 che percorre la circonvallazione interna (viale Abruzzi). A 300 metri si trova anche la stazione metropolitana Porta Venezia, servita dal Passante.

Per contattarmi: 335 5946620 oppure scrivere a  cridistef@libero.it

Clicca qui per il link alla pagina di google maps.

 

Formazione triennale in Counseling Collage

Riconosciuta da AssoCounseling

Un percorso personale e professionale

La formazione triennale Collage in counseling professionale a indirizzo bioenergetico-gestaltico integrato, riconosciuto da AssoCounseling (Cert. 0174-2018), è un percorso dedicato a chi vuole diplomarsi ed esercitare la professione di counselor migliorando la propria capacità di ascolto e di relazione con sé e con gli altri.

Il counseling professionale è una particolare modalità di intervento di sostegno, individuale o di gruppo, di breve durata e finalizzato ad affrontare le difficoltà emergenti in momenti critici della vita. Il corso di formazione di Collage, che si basa su un’armonica integrazione tra Bioenergetica, Gestalt ed Enneagramma, insieme a elementi legati all’approccio rogersiano centrato sulla persona, offre le competenze necessarie per instaurare una efficace relazione d’aiuto e di sostegno.

L’approccio della terapia della Gestalt fondata da Fritz Perls è basato molto sugli aspetti emozionali e mira a reintegrare e armonizzare le varie parti della personalità. L’approccio della Bioenergetica creata da Alexander Lowen permette di entrare in contatto con il proprio corpo e di conoscere e alleggerire le tensioni muscolari croniche nate da conflitti emotivi irrisolti, consentendo alla persona di ritrovare vitalità e centratura. Quanto all’Enneagramma, è uno dei più efficaci strumenti per conoscere i meccanismi che sono alla base dei nostri comportamenti, atteggiamenti, credenze e convinzioni, ovvero della nostra “personalità”.

Il counseling a indirizzo bioenergetico-gestaltico integrato di Collage è volto ad accompagnare il cliente, sia esso individuo, coppia o gruppo, in percorsi evolutivi e trasformativi, anche in concomitanza di fasi o eventi critici, mantenendo il focus sul tempo presente, potenziando la consapevolezza cognitiva/emotiva/corporea, sperimentando nell’esperienza del qui e ora nuovi modi di essere, accompagnando processi comunicativi efficaci che usino il linguaggio della parola e del corpo, favorendo l’espressione autentica di sé, lasciando andare inibizioni e condizionamenti e valorizzando le risorse personali e relazionali.

La formazione triennale Collage in counseling professionale ha una struttura molto articolata, che comprende quasi 600 ore d’aula nei tre anni; un percorso di formazione personale di almeno 75 ore tra incontri individuali e di gruppo; almeno 150 ore di tirocinio con almeno 60 ore di relativa supervisione, per un totale di oltre 880 ore di percorso.

Per informazioni e colloqui preliminari con le responsabili della Scuola Collage Counseling:
– Alessandra Callegari, 339 5324006, info@collagecounseling.it
– Alessandra Di Minno, 339 8010317, alessandra.diminno@gmail.com

 

Shizuto Masunaga

Il padre dello Zen Shiatsu

La terapia Shiatsu secondo i principi dello Zen

Shizuto Masunaga (Kure, 1925 – 7 luglio 1981) è stato uno psicologo giapponese, laureato in psicologia e filosofia all’Università di Kyōto, studioso di medicina tradizionale cinese e giapponese.
Allievo di Namikoshi Sensei, ha insegnato per una decina d’anni psicologia clinica alla Nippon Shiatsu School di Tokyo, successivamente si è distaccato da Namikoshi fondando lo Iokai Shiatsu Center, scuola che ha avuto, negli anni ’70 e ’80, maggiore diffusione in Europa che in Giappone.

Lo stile Shiatsu Masunaga
Masunaga ha sviluppato, integrandolo con le conoscenze della fisiologia Occidentale, un suo personale sistema di Shiatsu chiamato Zen Shiatsu i cui contenuti sono oggi considerati di fondamentale importanza nell’economia di questa disciplina. Le principali novità introdotte da Masunaga, rispetto allo shiatsu ancora legato alla MTC (medicina tradizionale cinese), riguardano:
la focalizzazione dell’energia: ogni osservatore influisce con la sua energia nel fenomeno che sta osservando. Ovvero, portando l’energia sulla zona interessata l’energia si attiva: l’immagine crea il movimento, il movimento crea l’energia. Questo concetto sarà ulteriormente ampliato nella elaborazione degli Esercizi Zen per immagini, cui dedicò un libro;
la prima dualità: mano madre e mano figlia, che stimolano rispettivamente le funzioni protopatiche (primo sentire) ed epicritiche (capacità di selezionare: quando stimolo una parte del corpo tutto il corpo risponde);
la centralità di Hara: i meridiani partono tutti da Hara, che è il centro dell’energia e la distribuisce in tutto il corpo;
estensione dei meridiani: i meridiani non sono più localizzati in un singolo arto, ma percorrono tutto il corpo;
– il meridiano ha un suo percorso reale, non fittizio, in quanto legato alla posizione degli Tsubo;
una nuova visione di Kyo e Jitsu che vengono considerati complementari (in MTC erano trattati autonomamente);
caratteristiche della pressione: costante, progressiva, sostenuta, focalizzata e perpendicolare.

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Bibliografia:
Shizuto Masunaga e Wataru Ohashi , Zen Shiatsu – La terapia Shiatsu secondo i principi dello Zen, Edizioni Mediterranee, 1979
Shizuto Masunaga, Esercizi Zen per Immagini, Edizioni Mediterranee, 2002
Shizuto Masunaga, Racconti di 100 Trattamenti, Shiatsu Milano Editori, 2012

 

Shiatsu e counseling bioenergetico

Una possibile integrazione

ispirandosi al lavoro di Alexander Lowen

di Cristina Di Stefano*

“Essere pieni di vita significa respirare profondamente, muoversi liberamente e sentire con intensità.”
Alexander Lowen, psicoterapeuta statunitense, 1910-2008.

Questa bellissima frase che Alexander Lowen citava molto spesso ai suoi allievi e pazienti, descrive chiaramente la filosofia e l’orientamento del lavoro cui dedicò gran parte della sua vita: il metodo di lavoro corporeo noto in tutto il mondo con il nome di Bioenergetica.

Ho conosciuto la Bioenergetica verso la fine degli anni ’90, poco dopo aver completato la mia formazione come shiatsuka e sono rimasta subito affascinata, oltre che dal metodo in sé, anche dalle analogie che avvertivo tra Bioenergetica e shiatsu. E proprio allo shiatsu mi dedicai maggiormente, facendone la mia professione e lasciando alla Bioenergetica il ruolo di percorso di crescita personale. Percorso che è proseguito negli anni, arricchendosi via via di altre discipline corporee.
Alcuni anni fa, mi sono resa conto che era giunto il momento di una ulteriore evoluzione professionale. Ho quindi integrato al mio bagaglio di conoscenze corporee ed energetiche la formazione in counseling. E’ opportuno ricordare che il counseling è una relazione d’aiuto il cui obiettivo è il miglioramento della qualità della vita, sostenendo il percorso di consapevolezza e rivolgendosi esclusivamente a tematiche emergenti nel momento presente della persona. Sostenuta da tutta la mia precedente esperienza, ho scelto l’indirizzo bioenergetico-gestaltico poiché integra la verbalizzazione tipica del counseling con esperienze corporee per molti versi simili allo shiatsu.

Affinità tra Shiatsu e Counseling
Tra le affinità con lo shiatsu, la prima che si osserva è la capacità di intendere gli esseri umani come sistemi composti di livelli diversi, perfettamente interconnessi tra loro. Non vi è quindi nessuna divisione in settori, bensì una integrità di funzioni: la famosa identità funzionale di cui ha molto scritto Lowen e prima di lui Wilhelm Reich, suo terapeuta e maestro.
L’embriologia energetica descritta nel Lingshu ci insegna che esiste una precisa successione per lo sviluppo dei cinque Movimenti che costituiscono l’essere umano e che un evento che interferisca con questa successione può perturbarne il corretto sviluppo. Analogamente Lowen postula che lo sviluppo dell’individuo si svolga nel tempo che intercorre dal concepimento a, indicativamente, il sesto anno d’età. Qualunque evento abbia rilevanza in un momento qualsiasi di questo tempo va a influire su quello specifico momento dello sviluppo, generando quella che Lowen ha chiamato Struttura Caratteriale. Va ricordato che l’evento principale nella vita di un embrione e poi di un bambino è ovviamente rappresentato dalla relazione che instaura con i suoi genitori, o in ogni caso le figure di riferimento parentali, prima ancora che eventi ambientali e sociali (perturbazioni esterne) o problemi ad esempio legati alla salute (perturbazioni interne).

Ogni Struttura Caratteriale definirà le caratteristiche di quel particolare individuo in ogni suo livello di manifestazione: la costituzione corporea, la qualità emozionale, la capacità di stare in una relazione affettiva o sociale, le modalità di relazionarsi con l’esterno, le capacità di autorealizzarsi attraverso il riconoscimento delle proprie qualità personali; non meno importante, la quantità di energia che ha a disposizione. Risulta evidente l’analogia con le energie dei Cinque Movimenti nella loro manifestazione nell’essere umano.

          I cinque Movimenti       Le cinque Strutture caratteriali
Queste caratteristiche fanno sì che in ogni livello dell’individuo coesistano fragilità e punti di forza, insicurezze e talenti. Nel counseling bioenergetico così come nello shiatsu, il cliente/uke viene sostenuto nell’esplorazione e nella presa di consapevolezza delle peculiarità che lo costituiscono, plasmate sovente dalle abitudini di vita. Quale che sia la tematica iniziale portata in studio, risulta presto evidente come alla radice vi sia un mancato o incompleto riconoscimento dei propri bisogni, ma anche una mancanza di fiducia nelle proprie risorse e capacità.

Due approcci integrati
Rispetto al percorso seguito, lo shiatsu e il counseling bioenergetico possono seguire due strade diverse: il primo parte più spesso dal vissuto corporeo per esplorare le relazioni concrete tra questo e gli aspetti meno materiali, quali la componente emozionale e relazionale della problematica attuale; nel secondo più spesso avviene l’inverso, ossia si inizia con una tematica di natura relazionale o profondamente emotiva per acquisire consapevolezza di quanto i vissuti più intimi abbiano ripercussioni concrete sull’aspetto corporeo e di limitazione del movimento. In ciò non sussiste alcuna contraddizione, poiché entrambi gli approcci consentono alla persona un percorso di riconoscimento di sé e dei propri bisogni e, ancora più importante, la accompagnano nel contatto e nel riconoscimento delle proprie risorse, soprattutto energetiche, che può mettere a disposizione di sè per affrontare il proprio momento di difficoltà. Questo percorso evolutivo può realizzarsi solo se viene sostenuto con una modalità accogliente e non giudicante, condivisa da entrambe le professionalità.

“Gli Esercizi” e il movimento che sviluppa il potenziale energetico
C’è un ulteriore aspetto energetico nel quale si ritrova grande affinità tra i due approcci e consiste nel lavoro di Shizuto Masunaga (1925-1981) sulle estensioni e in particolare nelle sequenze di stiramento dei meridiani. Praticandoli ogni giorno e ancora di più insegnandoli, ho compreso quanto la pratica degli esercizi di Masunaga alleni al contatto energetico, rafforzi la percezione e la stimolazione dei meridiani. Tutto ciò aumenta la consapevolezza di sé, aiuta a riconoscere i propri limiti e sostiene nel superarli. Infine, col tempo, si acquisisce maggiore fluidità di movimento e di pensiero, ossia di presenza a se stessi in termini sia cognitivi sia emozionali.
Non si desidera in questo contesto offrire un’analisi dettagliata dei molteplici paralleli tra esercizi di Masunaga e di bioenergetica. A titolo di esempio, trovo interessante soffermarsi sui due esercizi considerati la base per entrambi i metodi e osservare come le varianti tra essi siano minime. Negli esercizi di Masunaga quelli rivolti al riequilibrio di Vaso Concezione e Vaso Governatore corrispondono in modo impressionante rispettivamente agli esercizi definiti Arco e Bendover  in Bioenergetica.

       Vaso Concezione e Arco

Nel primo caso, tanto Masunaga quanto Lowen riconoscono a questa esperienza la possibilità di aprirsi verso il mondo esterno, accogliendone le energie soprattutto attraverso il respiro, che in questa posizione risulta amplificato dalla maggiore espansione del diaframma.

                 Vaso Governatore e Bendover

Nel secondo caso, di nuovo entrambi i maestri indicano la possibilità di esplorare la propria capacità di abbandonarsi, ossia rilasciare le tensioni somatiche ed emozionali trattenute in particolare nella schiena; inoltre, consente di portare il respiro verso l’interno e in profondità, aumentando in tal modo la propria centratura o grounding.

Entrambe le pratiche hanno punti focali in Hara e in Ming Men e sono strettamente relate alle funzioni vitali di base; non per nulla Vaso Concezione e Vaso Governatore vengono anche chiamati Mare dello Yin e Mare dello Yang proprio in virtù della loro funzione ricapitolativa delle energie attive nell’essere umano.
In questo, a mio modesto parere, ci troviamo di fronte alla maggiore affinità tra shiatsu e counseling bioenergetico: per entrambi infatti il movimento, nella sua forma più consapevole, viene riconosciuto come nutrimento indispensabile per il corpo e altrettanto per la mente e le emozioni. Viene prestata molta attenzione ai vari distretti corporei: le gambe come sostegno della vita; la braccia come possibilità di fare, agire e soprattutto i tre distretti che racchiudono la centralità dell’individuo: bacino/pelvi, torace/diaframma e testa. L’esercizio dunque non viene inteso come performance bensì come strumento fondamentale per ristabilire e mantenere un corretto equilibrio energetico, oltre che come esplorazione di sé in tutti i propri livelli (corporeo, emozionale e cognitivo) e come allenamento all’autoascolto e all’autoregolazione: mi fido della mia capacità di esplorazione e mi do il permesso di fermarmi quando sento che va bene così, per me, oggi. Nel mio qui-ora, che ascolto e onoro.

“Il cambiamento è sempre possibile, ma deve partire dall’accettazione di sé stessi.”
Alexander Lowen

Bibliografia
M. Corradin, C. Di Stanislao, D. De Bernardinis, F. Bonanomi, Le tipologie energetiche e il loro riflesso nell’uomo, CEA, Milano 2011
A cura di C. Larre, E. Rochat De La Vallée, Dal Huangdi Neijing Lingshu. La psiche nella tradizione cinese, Jaca Book, Milano 1994
A. Lowen, Bioenergetica, Feltrinelli, Milano 1983
A. e L. Lowen, Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, Astrolabio, Roma 1979
S. Masunaga, Esercizi Zen per immagini, Mediterranee, Roma 1996
Y. Mollard, M. Maiola, L’uomo prima della nascita. Embriologia energetica, Jaca Book, Milano 1996

*articolo apparso sul numero 61 di ShiatsuNews di dicembre 2018

Che cos’è lo shiatsu

Una pratica antichissima

Fondata sulla medicina cinese e sviluppata in Giappone

Lo shiatsu è una pratica manuale con radici culturali molto antiche che si fondano nelle arti manipolatorie della medicina tradizionale cinese esportate in Giappone nel VII secolo dai monaci buddisti. Si sviluppa e viene codificato in Giappone dagli inizi del ‘900, fino a che nel 1955 viene riconosciuto ufficialmente da parte del Ministero della Sanità giapponese. Approda in Europa e in Italia agli inizi degli anni ’70.

Lo Shiatsu considera l’essere umano composto da elementi energetici, emotivi e fisici strettamente correlati e che si influenzano reciprocamente. Nella medicina tradizionale cinese mente e corpo non sono mai stati divisi e questo rappresenta una delle fondamentali differenze con la  medicina occidentale.

Lo Shiatsu consiste nel premere con le dita, il palmo delle mani, il gomito e a volte anche con le ginocchia, lungo le “linee di flusso dell’energia”, ovvero i canali sulla superficie del corpo in cui, secondo la medicina orientale, scorre l’energia vitale. Applicando pressioni e tecniche diverse lungo questi canali e su aree specifiche del corpo, l’operatore Shiatsu riesce a ristabilire un corretto flusso energetico, sia in superficie che in profondità.

L’importanza di respiro e postura

La tecnica Shiatsu si basa su quattro pilastri: il respiro, la postura, la perpendicolarità e la pressione. Se rispettati fedelmente, questi fattori permettono di contattare il livello energetico più profondo del ricevente, risvegliando le risorse vitali che ogni persona porta dentro di sé e alle quali il corpo può finalmente attingere per rigenerarsi.

Lo Shiatsu può essere praticato su chiunque, giovane, adulto, anziano. Può essere particolarmente adatto a coloro che praticano sport o arti marziali, perché li aiuta ad acquisire una maggiore consapevolezza e padronanza nel movimento e nel gesto atletico.

Per tutti coloro che sentono la necessità e l’importanza di un percorso di crescita personale, lo Shiatsu si rivela un valido strumento per accompagnare la persona a una educazione della percezione di sé sul piano corporeo ed energetico.

Lo Shiatsu, se praticato con una certa regolarità, rappresenta un’ottima forma di prevenzione, perché ripristina e conserva l’equilibrio psico-fisico e quindi non è necessario che un disturbo sia già manifesto per farvi ricorso.

Tra i suoi benefici, induce il rilascio delle tensioni muscolari e articolari e la regolarizzazione del respiro; può essere d’aiuto nei più comuni disturbi, specialmente nelle problematiche riconducibili allo stress; migliora il portamento e la postura; aumenta la conoscenza e la percezione del corpo. Tutto ciò favorisce una sensazione di vitalità, sia sul piano fisico che su quello psico-emozionale, con un senso di benessere generalizzato e duraturo.

Che cos’è la Bioenergetica

Unire corpo e mente

Sulle orme di Alexander Lowen

La BioAlexander Lowenenergetica, disciplina messa a punto dal medico e psicologo americano Alexander Lowen (1910-2008), si basa sull’assunto che corpo e mente sono funzionalmente identici (quel che accade nell’uno riflette quel che accade nell’altra e viceversa) e associa il lavoro sul corpo a quello sulla mente per aiutare le persone a risolvere i propri problemi esistenziali e relazionali e a realizzare al meglio le proprie capacità di provare piacere e gioia di vivere.

E grazie alla possibilità di agire, con le cosiddette “classi di esercizi”, anche fuori dall’ambito della relazione d’aiuto (psicoterapia o counseling), è una disciplina molto efficace per chiunque voglia intervenire sulle tensioni muscolari e sullo stress, in funzione di un proprio maggior benessere generale.

Il concetto di energia

Alla base delle bioenergetica c’è infatti il concetto di energia: perché la vita, ridotta all’essenziale, vuol dire introdurre energia nel corpo attraverso la respirazione e l’alimentazione,  elaborarla con il metabolismo e scaricarla nell’azione, nel movimento. In ogni organismo vitale sano, l’energia fluisce naturalmente nel corpo, e la quantità di energia che abbiamo e l’uso che ne facciamo determinano il modo in cui rispondiamo alla diverse situazioni della vita.

Come dice Lowen, processi energetici e vitalità, e quindi salute, sono correlati: più siamo vivi e più energia abbiamo, e viceversa. E lo vediamo chiaramente nei bambini: quando sono sani, sono vitali ed esuberanti, il che si esprime bene nel loro movimento, nella loro flessibilità, nella loro eccitazione e gioia. Con l’età, diventiamo invece sempre più ‘rigidi’ e meno ‘fluidi’ e proprio per questo, pur non potendo evitare il processo di invecchiamento ineluttabile che ci porta fino alla rigidità assoluta della morte, possiamo almeno evitare la rigidità dovuta alle tensioni muscolari croniche, che risultano da conflitti emotivi irrisolti e dallo stress.

Che cos’è la Gestalt

Terapia della consapevolezza

L’approccio che valorizza il qui e ora

La Gestalt è un approccio di psicoterapia fondato da Fritz Perls (1893-1970), parzialmente ispirato alla omonima scuola di psicologia, alla fenomenologia e alla teoria del campo, che considera importante l’intera esperienza di vita di una persona: fisica, psicologica, intellettuale, emotiva, relazionale e spirituale. L’accento è posto sul qui e ora della relazione e sulla consapevolezza di quanto avviene nel presente, nella continua interrelazione tra organismo e ambiente.

Nata negli anni ’40, la Terapia della Gestalt (termine che in tedesco significa  “forma” o “struttura”) si rifà alla Psicologia della Gestalt o “psicologia della forma”, sorta agli inizi del Novecento in Germania grazie a Max Wertheimer, Wolfgang Köhler e Kurt Koffka, che si occupò in particolare degli effetti della percezione, e di come le immagini vengono percepite come configurazioni globali diverse e più complesse della somma delle loro singole parti. Attraverso la Gestalt Kurt Lewin è arrivato a studiare le dinamiche di gruppo proponendo la sua teoria del campo, in base alla quale tutto dipende dal contesto: noi siamo tutti parte di un tutto e possiamo contribuire a creare la nostra realtà, perché anche essa dipende dal contesto.

La Gestalt ispira inoltre alla fenomenologia, movimento filosofico derivato dal lavoro di Edmund Husserl, secondo il quale ognuno conosce veramente solo quello che sperimenta e organizza le conoscenze a seconda dei contenuti che già gli appartengono. Il metodo fenomenologico comporta l’osservazione di quanto accade con un atteggiamento neutrale e scevro da pregiudizi e invita ad astenersi dall’interpretare i significati dei singoli elementi, preferendo una descrizione accurata dell’insieme nella sua forma complessiva. Ed è appunto quello che si propone la Gestalt, sia in psicoterapia sia nel counseling, mirando all’acquisizione di una sempre maggiore consapevolezza nel qui e ora da parte del paziente o cliente e al recupero della naturale armonia tra individuo e ambiente.

Il termine “terapia della Gestalt” in realtà fu usato per la prima volta come titolo del libro Teoria e Pratica della terapia della Gestalt, scritto da Perls insieme a Paul Goodman e Ralph Hefferline e pubblicato a New York nel 1951, e rimase poi a indicare un approccio che divenne molto popolare soprattutto negli anni Sessanta, dopo che Perls si fu trasferito in California a Esalen, e quando la nuova rivoluzione culturale, con il suo portato di ribellione giovanile verso i valori del passato, esaltò l’espressione creativa, l’indagine interiore, la libertà dagli schemi precostituiti, e la psicoterapia fu vista come un mezzo per migliorarsi e trasformare se stessi e la società.

La Gestalt è un approccio umanistico e olistico, nel solco di quella “terza forza” che comprende anche quelli di Carl Rogers, Abraham Maslow, Rollo May, e sta alla base di quelli più corporei di Wilhelm Reich (di cui Perls fu paziente) e Alexander Lowen. L’individuo e l’ambiente rappresentano un unico sistema interagente, che si autoregola e cresce in funzione di ogni elemento che ne fa parte; il disagio psicologico assume perciò il significato di un “adattamento creativo” in risposta all’ambiente e ai suoi stimoli: ma anche se è stato funzionale in passato, può non aver più la stessa utilità nel presente. Ecco perché la relazione d’aiuto ad approccio gestaltico – sia psicoterapia sia counseling – rappresenta il laboratorio di ricerca ideale in cui un cliente può scoprire, osservare e integrare diversi aspetti della sua personalità, sulla base dell’esperienza diretta con il terapeuta, per il quale è più importante l’esperienza di un comportamento che la sua interpretazione.